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LA CHIESA DI SAN LEONARDO
CENNI STORICI

La Chiesa Parrocchiale di Serramanna, a croce latina, è composta da una sola navata ricoperta da strutture lignee che poggiano su diaframmi arcuati di forma ogivale ed è fiancheggiata da otto cappelle. E’ sormontata da un’elegante cupola moderna ed è affiancata da un campanile a canna ottagonale di pro­verbiale altezza, costruito dall’arch. Antonio Calabrès. Nel 1918 furono demoliti i due ordini superiori della torre campanaria perché pericolanti ed essa non venne più ricostruita secondo il modello originale, più slanciato ed armonioso. La Chiesa fu edificata in due epoche diverse e perciò presenta una interessante fusione di forme gotico­catalane, aragonesi e tardo-barocche. La parte più antica, costituita dalla navata centrale e dal campanile, risale al XV-XVI secolo, mentre la cupola, i cappelloni laterali e l’abside sono del XVIII secolo. Esternamente, la facciata presenta un profilo oriz­zontale merlato e il portale principale, cuspidato, imita quello laterale destro del duomo di Cagliari. L’architrave, decorato da un fregio classicheggian­te, è sormontato da una lunetta trilobata e da un timpano triangolare in cui è collocata una statua di San Leonardo. Tra le cappelle, la più antica è la prima a sinistra della navata: è dedicata a Santa Maria e presenta una volta a crociera che poggia su quattro colonne. L’ingresso è incorniciato da un portale rinascimentale ornato da figure multiformi in rilievo e sostenuto da due colonne che poggiano su due leoni scolpiti in pietra. Di particolare interesse è l’ancona, in legno intagliato e dorato, che risale al XVII secolo e che anticamente faceva parte dell’altare maggiore. In questa cappella era conservata una preziosa statua dell’Angelo Custode (ora collocata nei locali del museo parrocchiale), in legno dorato e policromato, risalente al XVll secolo e restaurata nel 1981 dalla Sovrintendenza alle Belle Arti di Cagliari. Presenta volta a crociera anche la quinta cappella sulla destra dedicata a Sant’Antonio da Padova. L’altare è arricchito da un’ancona barocca in legno intagliato e policromato. La prima cappella che si trova sulla destra della navata centrale ospita un pregevole fonte battesimale del 1732, con la base in marmo e la parte superiore in noce intarsiato. La seconda cappella è in onore della Madonna della Vittoria e contiene anche due lapidi in ricordo dei Caduti nelle guerre. La terza è intitolata a San Giuseppe, la quarta all’Immacolata Concezione e la quinta, già descritta, a Sant’Antonio. I cappelloni laterali sono abbelliti da due altari in marmi policromi fatti costruire nel 1752. Essi fanno ala all’altare maggiore in marmo, anch’esso in stile barocco. Secondo il Vidal, sotto l’altare vi sarebbe una cripta sotterranea. Nell’abside è collocato un coro ligneo deI ‘700. lI presbiterio è racchiuso da una balaustra in marmo fatta realizzare nel 1861 daI canonico Manunta. Infine, una iscrizione sulla parete a destra dell’altare ricorda i lavori di restauro, eseguiti nel 1937. A sinistra della navata, di fronte alla cappella di San­t’Antonio, si trova quella della Madonna di Pompei: presenta volta a crociera e conserva ancora il pavimento originale dove si distinguono delle lapidi tombali. In passato, al posto dell’altare vi era collocata la tela che ora si può ammirare sopra la porta della sacrestia. Dipinta nel 1794 dal pittore napoletano Dornenico Tonelli, raffigura la Madonna delle Anime con San Leonardo, Sant’Efisio e le Anime Purganti. Appartengono allo stesso autore anche le altre due tele collocate sopra gli altari dei cappelloni laterali, raffiguranti la Crocifissione e la Santissima Trinità. Tutte e tre le tele sono state restaurate nel 1993: la prima con il contributo del Comitato San Leonardo 1991 e le altre due con i finanziamenti del Banco di Sardegna. Proseguendo si incontra la cappella del Sacro Cuore, che porta su un capitello la data 1771 e, infine, quella già de­scritta di Santa Maria. Sopra la bussola in legno, del 1700, si trova una canto­ria sostenuta da un bellissimo arco ribassato, che ospita un antico organo a canne. Tutta la Chiesa si presenta abbellita da numerose decorazioni di recente ma pregevole fattura, realizzate da un pittore di Serramanna, Giuseppe Carcangiu, tra il 1954 e il 1956. Attigua alla Chiesa Parrocchiale esisteva un’altra chiesetta dedicata alle Anime Purganti, distrutta nel 1925 per ordine prefettizio per ampliare la via Roma e la piazza. Nel secolo scorso vi si tenevano le lezioni scolastiche e, in seguito, divenne la sede della Confraternita delle Anime. Proprio da un verbale di riunione della Confraternita, citato nella guida Arte Sacra a Serramanna, sono indicate le dimensioni dell’edificio, composto da un oratorio in pietra e calce ampio m. 12 x 5 e da uno spogliatoio di m. 8 x 5 , alti entrambi m. 5. Il piazzale attorno alla Chiesa anticamente era alberato, recintato da un alto muro e usato come cimitero. Fu sistemato dal Comune nel 1933-34 e pianellato nell’anno 1955. I locali del salone parrocchiale vennero edificati nel 1952 ed ampliati, con la costruzione del piano superiore, nel 1957.

 
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Aggiornato il 18/07/2011 alle ore 8:34